Madagascar, impietoso il Rapporto 2020-2021 di Amnesty

Considerando la grande attenzione che in queste settimane Amnesty International dedica al Madagascar, crediamo opportuno segnalare anche la scheda che – nel Rapporto 2020-2021 – l’organizzazione riserva appunto alle vicissitudini dell’Isola. Detta scheda è suddivisa in sei capitoli, ognuno dei quali offre un quadro disarmante del godimento dei diritti umani nel Paese: Diritti economici, sociali e culturali, Violenza di genere, Diritti sessuali e riproduttivi, Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate, Diritto a un processo equo, e infine Libertà d’espressione, di cui fa parte il paragrafo sui Media.

Ne segue l’incipit. «Madagascar. Repubblica del Madagascar. Capo di stato: Andry Rajoelina. Capo di governo: Christian Ntsay. La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto devastante sull’accesso al cibo. La violenza di genere è rimasta dilagante e un numero crescente di donne e ragazze ha fatto ricorso ad aborti non sicuri. Una donna ha dovuto affrontare il carcere per aver avuto rapporti omosessuali consensuali. Decine di migliaia di persone, compresi centinaia di minori, sono state sottoposte a prolungati periodi di detenzione cautelare in condizioni spaventose. Il diritto alla libertà d’espressione è stato limitato e le autorità hanno imposto una serie di misure per impedire alle emittenti di diffondere informazioni sul Covid-19. Contesto».

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