Voli per il Madagascar, troppa burocrazia?

In vista della riapertura delle frontiere del Madagascar ai voli a lungo raggio, prevista per il 6 novembre, si respira aria di entusiasmo. I voli Air France sono presi d’assalto: quelli di novembre sono reperibili con difficoltà e a prezzi esosi, mentre il vettore Air Madagascar dovrebbe operare solo dal 15 del mese. Un’euforia testimoniata anche dall’interesse della stampa di settore: si veda il lungo servizio che all’Isola dedica Selena Marvaldi, sulla testata “ViaggiNews.com”. Le tante regole imposte ai viaggiatori, potrebbero però frenare il flusso turistico. Segue l’elenco delle pastoie: tampone in partenza, uno allo sbarco da pagare in loco, la tradizionale imposta per il visto, il controllo di Polizia, in possesso di prenotazione e ricevuta alberghiere, il ritiro bagagli, il controllo doganale, il pagamento di tre euro per la navetta verso l’albergo della quarantena, e poi il controllo della Gendarmeria.

Senza dimenticare due moduli in più da compilare, che si aggiungono ai tradizionali: quello per il tracciamento, e la dichiarazione d’impegno alla quarantena. Una trafila che precede le giornate (una o due) in attesa del risultato del test. Segue l’incipit del pezzo suindicato, dal titolo «Avete mai pensato di andare in Madagascar a novembre? È ora di iniziare!». «La destinazione al top per novembre? Se non avete ancora pensato al Madagascar è ora di iniziare a farlo!».

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