Madagascar, problema sicurezza. Non solo nelle campagne

In Madagascar è arduo districarsi nel groviglio dei dati che descrivono la situazione dell’ordine pubblico. Tuttavia sia la percezione dell’opinione pubblica, sia i proclami delle Autorità, segnalano che negli ultimi mesi il Paese sta vivendo un deciso incremento della criminalità. L’allarme sicurezza riguarderebbe in primis le aree rurali, segnatamente «sulle strade nazionali che collegano le Regioni». In particolare, è sotto accusa il banditismo dei dahalo nelle zone prive di sbocco al mare, tanto del Centro-ovest, quanto del Sud-ovest dell’Isola. Non sarebbero tuttavia risparmiati gli agglomerati urbani, specie per via della crisi economica, aggravata dalla pandemia.

Il Governo sta cercando di correre ai ripari, e il primo ministro Christian Ntsay ha convocato l’Organe mixte de conception-national (Omc-Nat), in buona sostanza un consesso che riunisce i vertici di politica, magistratura, Forze armate, e Polizia. Per ora non trapelano particolari sulle contromisure decise, se non un maggior impiego di effettivi nelle aree a rischio. A turbare ancor di più questo clima, l’omicidio – avvenuto nell’area periferica di Mahajanga – di un cittadino francese sulla sessantina. Sposato con una malgascia, era residente nel Paese, e viveva da tempo nella Cité des fleurs. Secondo gli inquirenti, le ferite riscontrate sul corpo tenderebbero ad escludere ipotesi diverse dall’assassinio.

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