Mica e sfruttamento del lavoro minorile, cosa fa il Governo

La mica è un minerale molto richiesto dall’industria, specie per essere un ottimo isolante termico ed elettrico. Nel Sud del Madagascar, l’estrazione di questa materia prima si sta diffondendo in modo esponenziale, specie con l’impiego di lavoro minorile: oltre 10mila bambini, anche di quattro anni, che operano in condizioni infernali. Da qualche tempo il Governo ha preso coscienza del problema, specie dopo le tante pressioni internazionali. La svolta è datata 18 novembre 2019, quando la testata National broadcasting company news – grazie alla collaborazione con la rete Terre des Hommes – porta a termine un reportage sul fenomeno: «‘Zone rouge’: an army of children toils in african mines».

Così nel novembre 2020 il Dipartimento del lavoro statunitense include anche le miniere malgasce, nell’”Elenco 2020 dei beni prodotti da lavoro minorile o forzato”. Mesi dopo, come accennato, il Governo si muove: in collaborazione con l’Organizzazione internazionale del lavoro, ordina un sorta di censimento dei minorenni impegnati nel settore, in Anosy e Androy. I risultati sono stati pubblicati a giugno: i minori – a partire da cinque anni di età – rappresentano oltre la metà di questa manodopera. Ora, secondo un dirigente ministeriale, «l’obiettivo è identificare tutti gli attori formali e informali all’interno del settore mica, promuovendo al contempo la regolarizzazione di questi ultimi».

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