Institut Pasteur, nessuna presenza della variante Delta

I ricercatori dell’Institut Pasteur de Madagascar (Ipm), sentiti dalla stampa locale, ne sono sicuri: «Nessuna presenza della variante Delta» è stata sinora riscontrata in Madagascar. E tutto ciò, nonostante questo ceppo – in origine definto «variante indiana» – sia quello adesso predominante, nel mondo. «Abbiamo identificato il ceppo primordiale di Wuhan e quello originario del Sudafrica, il Beta», ha dichiarato Solohary Lalaina Razafimahatratra, ingegnere di ricerca presso l’Unità di Immunologia dell’Ipm. Dall’inizio della pandemia l’Istituto ha eseguito oltre 50mila test molecolari, mentre la loro frequenza è giunta a sfiorare i seicento in un solo giorno.

Secondo invece Voahangy Rasolofo, direttore scientifico dell’Ipm, il sostegno dell’Agenzia degli Stati uniti per lo sviluppo internazionale (United states agency for international development – Usaid), è stato essenziale: «Questo supporto ci ha permesso di lavorare sette giorni su sette dalle 6.00 alle 23.00, e di accelerare l’uscita dei risultati dei test Pcr». Oltre all’invio di un laboratorio mobile a Toamasina. Tuttavia dopo la seconda ondata di Covid, anche il numero di tamponi è diminuito, e secondo il dottor Soafy Andriamandimby, numero due dell’Unità di Virologia dell’Ipm, ora se ne effettuano soltanto tra i 20 e i 30 al giorno; mentre i risultati possono essere noti in giornata, oppure tardare sino a 48 ore.

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