Leggi elettorali, l’Unione europea bacchetta il Madagascar

Giorni fa l’italiano Giovanni Di Girolamo, che guida la Délégation de l’Union européenne auprès de la République de Madagascar et de l’Union des Comores, ha fatto una visita di cortesia a Pierre Holder Ramaholimasy, ministro malgascio dell’Interno e del decentramento. Argomento centrale dei colloqui, secondo la stampa nazionale, la revisione del quadro giuridico in vista delle Presidenziali 2023. In sostanza, le Autorità di Bruxelles chiedono di rafforzare le leggi elettorali, secondo le raccomandazioni degli osservatori europei: ovvero secondo il Rapporto finale della Mission de l’Union européenne pour l’observation de la Présidentielle de 2018.

«E’ stato discusso dell’adempimento alle raccomandazioni della Missione di osservazione elettorale dell’Ue», oltreché delle «priorità del nuovo Governo per la seconda parte del mandato presidenziale», si legge nel comunicato della Delegazione, attribuibile allo stesso ambasciatore Di Girolamo. Del resto nel suddetto Rapport si rileva che le norme in vigore «contengono imprecisioni e lacune significative che dovranno essere corrette», e che vi sono «questioni delicate che hanno un impatto significativo sul processo elettorale e che non sono state veramente valutate». Occhi puntati anche sul tema delle sovvenzioni alla politica: la Mission individua un «vuoto giuridico persistente nel finanziamento delle spese della campagna elettorale».

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