Mondiali 2022, Madagascar fuori. Resta lo stadio Kianja Barea

Qualificazioni del Campionato mondiale di calcio 2022 in Qatar: il Madagascar perde il secondo match su due giocati, il rinnovo del contratto dell’allenatore Éric Rabésandratana è a rischio, e soprattutto finisce anzitempo il sogno Mondiale. Dopo lo 0-1 casalingo subito dagli Scoiattoli del Benin – nel giorno della prima partita nel nuovo stadio Kianja Barea, da circa 40mila posti – è giunta martedì la sconfitta per 3-2 in Tanzania. Che ha mostrato gravi deficit difensivi, oltre alla solita sterilità offensiva. Inevitabile la delusione del presidente Andry Rajoelina, che punta anche sulla Nazionale e sul nuovo impianto, per accrescere il consenso.

Ha anche attaccato la Fédération malagasy de football (Fmf), accusata di boicottaggio: non si sarebbe battuta con vigore, dinnanzi alla Confederation of african football (Caf), perché il match col Benin si disputasse a porte aperte. L’innovativo Kianja Barea è stato inaugurato il 4 settembre, con tanta musica, e l’inevitabile discorso del capo dello stato, (già peraltro intervenuto in occasione del match col Benin). Eccone l’incipit. «Fu in questo luogo sacro che i re e le regine del Madagascar fecero le loro apparizioni pubbliche. Fu qui che furono investiti i neoeletti presidenti della repubblica. Ed è in questo stesso stadio che ogni anno si celebra la nostra Festa nazionale, che è allo stesso tempo la festa dell’Armée malagasy».

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