Madagascar, tra due mesi frontiere aperte – 2

(Prosegue). Dipende soprattutto, ha aggiunto il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, dalla situazione della pandemia, nei Paesi di origine dei passeggeri. Ed ha chiarito che «il blocco costa molto di più che chiudere le frontiere». Nell’occasione, il ministro del Turismo, Joël Randriamandranto, ha fatto sapere che «il Paese si sta preparando da gennaio alla riapertura delle frontiere, in particolare vaccinando tutti gli operatori turistici, l’intera popolazione di Nosy Be e quella di Sainte-Marie», ed ha chiarito che la ripresa sarà graduale. Da segnalare che, nonostante manchi ogni forma di ufficialità, rispetto all’annuncio, alcuni vettori come Ethiopian airlines hanno messo di nuovo in vendita i biglietti da Antananarivo.

(Il primo volo della compagnia di bandiera etiope porta la data del 31 ottobre, ndr). Durante l’incontro si è però soprattutto parlato di affari. Ha monopolizzato l’attenzione il progetto della futura capitale, denominata Tanamasoandro. «Un progetto che richiede quattro miliardi di euro di investimenti», ha dichiarato il capo dello stato, spiegando che «si partirà dal distretto dei Ministeri», cui seguirà «la costruzione di 40mila alloggi popolari». Circa l’aggiudicazione degli appalti, ha assicurato che «è importante mettere al primo posto la qualità e la sostenibilità», senza trascurare le tempistiche e il rapporto tra la qualità e il prezzo.

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