Porto di Tamatave, furto farmaci tra mistero e polemiche

In Madagascar non si parla d’altro, dopo il rocambolesco furto di un container di farmaci – avvenuto all’alba di giovedì scorso – nella zona portuale di Toamasina. Ad annunciarlo – attraverso il proprio profilo Facebook – è stata la stessa entità derubata, e proprietaria dei medicinali. L’Office pharmaceutique malgache (Opham) ha dichiarato che i fatti si sarebbero verificati – intorno alle 5.00 del mattino – proprio all’interno delle cancellate dello scalo portuale più importante del Paese. (Ove transita il 90% del traffico internazionale, e il 75% di quello nazionale, ndr). In particolare, si tratterebbe di 1.360 scatoloni, contenenenti compresse o soluzioni iniettabili della casa farmaceutica mauriziana Deska pharma: vi sarebbero sia antibiotici (Amoxicillina, Penicillina G e Ampicillina), sia antinfiammatori (Ibuprofene).

Nel comunicato del distributore farmaceutico, si indicano anche i numeri di serie e le date di scadenza, al fine di facilitare le indagini. E tuttavia le Douanes malagasy – le autorità doganali malgasce – non ci stanno: a loro giudizio, nessun furto può essere avvenuto entro le recinzioni. «Il carico non avrebbe potuto lasciare il porto senza una bolla di uscita regolamentare», dichiara un responsabile, che tuttavia aggiunge: «Non appena il container lascia l’area portuale e supera il cancello del porto, non è più sotto la responsabilità della Dogana».

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