Golpe in Madagascar, Rajoelina dubbioso su ruolo Francia

Domenica scorsa, nel corso del periodico intervento televisivo, il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, è parso dubbioso sul possibile coinvolgimento della Francia nel recente tentativo di colpo di stato. Si è interrogato pubblicamente, e ha espresso chiare insinuazioni, pur usando un linguaggio diplomatico: «Se vogliono uccidermi, è per il mio impegno a proteggere la nostra Nazione. Tra le menti dell’assassinio c’è un colonnello francese che comandava reggimenti in Ciad, Kosovo e Afghanistan. Ma lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, non ho problemi personali nei miei rapporti con la Francia. Dobbiamo aspettare i risultati delle indagini, che riveleranno se si è trattato di un atto isolato o meno. E’ questa inchiesta, che risponderà a tutto ciò».

Ha quindi condannato tali condotte, rilevando che «la differenza di vedute non giustifica un omicidio». Rajoelina ha poi messo in dubbio lo status di «consigliere dell’arcivescovo di Antananarivo», che vanta il presunto ideatore di questa cospirazione, ovvero l’ex ufficiale della Gendarmerie di Francia, Paul Rafanoharana: «Sul curriculum e sui biglietti da visita della mente di questo progetto omicida, è scritto che è un consigliere dell’arcivescovo di Antananarivo. Ma tutto quello che posso dire, è che ho ricevuto una lettera dal Vaticano in segno di solidarietà», successivamente a questo tentativo di assassinio.

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