Tentativo di coup d’État in Madagascar, il “cervello” è un altro

Tentativo di coup d’État in Madagascar: giorni fa Berthine Razafiarivony, procuratore generale della Corte d’appello, si è presentata alla stampa, per fare il punto sulle indagini. E ha fornito dettagli sui 21 indagati – due di loro in possesso del delicato documento “Budget de l’Apollo 2” – di cui 14 agli arresti. 12 sono esponenti delle Forze armate – di cui fa parte la Gendarmerie – ancora in attività: cinque generali, due capitani, cinque sottufficiali. Poi vi sono cinque civili, cui si aggiungono quattro tra gendarmi e militari in pensione, malgasci e stranieri. E nell’occasione è circolata un’indiscrezione: il “cervello” del colpo di stato non sarebbe il pluricitato ex gendarme Paul Rafanoharana.

Si occupa dell’inchiesta anche un pezzo del portale “Il Post”, dal titolo «Funzionari dell’esercito e agenti di polizia del Madagascar sono stati arrestati con l’accusa di aver ordito un piano per assassinare il presidente Andry Rajoelina». Eccone l’incipit. “Cinque generali dell’esercito e diversi agenti di polizia del Madagascar sono stati arrestati con l’accusa di aver cospirato per uccidere il presidente del paese, Andry Rajoelina. A luglio le autorità del Madagascar avevano annunciato di aver sventato un piano per «eliminare e neutralizzare» diversi funzionari governativi, tra cui appunto Rajoelina, e avevano arrestato sei persone sospettate, tra cui due cittadini francesi”.

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