Fenomeno dei «bambini fantasma», il Madagascar corre ai ripari

Il Governo del Madagascar – anche grazie al contributo di altre entità – sta finalmente cercando di contrastare il fenomeno dei «bambini fantasma». Alla radice, la scarsa conoscenza di diritti, obblighi e procedure, relativi a tale materia, ma anche le disfunzioni tra le amministrazioni che si occupano di servizi anagrafici. Non vi è unanimità sui numeri, ma secondo una fonte affidabile, un quarto dei minorenni malgasci non sarebbe in possesso di atto di nascita. Ovvero, ben due milioni e mezzo di minori non sarebbero stati registrati: una situazione – inevitabilmente aggravata dalla pandemia, nonostante gli uffici di stato civile abbiano continuato ad operare – che li espone al rischio di apolidia, e ne ostacola l’accesso ai diritti fondamentali.

Come accennato, tra luglio e novembre scorsi, è stata così condotta una campagna di sensibilizzazione ad hoc, dedicata alla registrazione delle nascite. A organizzarla, il Ministero dell’Interno e del decentramento, e l’organizzazione Focus development association, che hanno beneficato del supporto dell’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati. Si punta a responsabilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di registrare le nascite nell’interesse superiore del bambino, e si offrono anche dei benefici, come la gratuità della prima copia del certificato. Si può osservare uno dei video della campagna, a questo indirizzo.

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