Reportage carestia e suole da mangiare, fake del Premio Pulitzer?

Scontro mediatico in Madagascar. Giorni fa la giornalista Gaëlle Borgia – corrispondente tra l’altro per “France 24”, e Premio Pulitzer 2020 (col collega Michael Schwirtz) per un reportage sul “New York Times” – ha pubblicato un video dalla aree colpite dalla carestia. Ed ha attaccato il presidente Andry Rajoelina, ricordando che molti abitanti del Sud sono costretti a «mangiare le suole dei sandali di cuoio di zebù perché muoiono di fame». Il governatore della Regione Androy, Lahimaro Tsimandilatse Soja, è passato al contrattacco: oltre a segnalare un divieto culturale che impedirebbe di alimentarsi in tal modo, ha dichiarato che si tratta solo di una menzogna – di una fake news offensiva per i popoli del Sud – e che Borgia mente per poter apparire sui media.

«Deplorevole constatare che per esistere pubblicamente», ha tuonato il governatore, «questa giornalista distorca la realtà». Invero lo stesso rappresentante locale del World food programme ha detto di non essere a conoscenza di un consumo alimentare di cuoio. Borgia è tuttavia tornata all’offensiva con un nuovo video; ove, va da sé, si mostrano abitanti del Sud che – a favore di telecamera – masticano pelli di zebù. Va però aggiunto che sul web varie video testimonianze accuserebbero Borgia, da tempo avversaria di Rajoelina: vi si denuncia l’offerta di denaro ad alcuni abitanti, in cambio della conferma alle sue parole.

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