Caso Covishield, il Madagascar non ci sta – 2

(Prosegue). Segue l’incipit del comunicato. «L’European medicines agency (Ema) è un organismo indipendente responsabile della valutazione scientifica dei prodotti farmaceutici. Le sue valutazioni servono come base – per la Commissione europea – per concedere autorizzazioni all’immissione in commercio in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. A febbraio, l’Oms ha pre-autorizzato il vaccino Covishield, che ha permesso a Covax di distribuirlo in diversi Paesi del mondo. Ciò è stato fatto attraverso una procedura dell’Oms che ha tenuto conto di rigorosi criteri di sicurezza, efficacia e qualità. Covishield è anche uno dei quattro vaccini scelti dal Madagascar il 19 aprile – su proposta dell’Académie nationale de médecine de Madagascar – per combattere la diffusione della pandemia. L’Unione europea ritiene che, con una pandemia in rapida insorgenza, nessuno di noi sia al sicuro finché non lo siamo tutti. Per combattere efficacemente la pandemia, è importante che tutte le persone abbiano l’opportunità di essere vaccinate».

Intanto in Madagascar è finita la prima fase della campagna vaccinale: sono state somministrate oltre 186mila dosi Covishield, ovvero il 74,5% delle 250mila ricevute nell’ambito del programma Covax. Le altre fiale, ormai scadute, saranno distrutte. Ne arriveranno di nuove tra circa due mesi, e saranno somministrate tra otto e 12 settimane dalla prima dose.

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