Carestia in Madagascar, il «patto di sangue» del presidente

Per sradicare per sempre la piaga della carestia – che da anni affligge il cosiddetto Grande Sud del Madagascar (le Regioni Anosy, Androy e Atsimo Andrefana) – il presidente Andry Rajoelina ha stretto un fati-dra, ossia un patto di sangue, con le comunità locali. In occasione della due giorni del Colloque de Tolagnaro – la Conferenza di Tolagnaro – ha proposto soluzioni durature contro la siccità, l’isolamento, l’insicurezza, e la malnutrizione. E ha suggellato il proprio impegno con la seguente dichiarazione: «La parola velirano non è più sufficiente per convincervi del mio impegno nella realizzazione delle sfide per uno sviluppo rapido e sostenibile di Androy e Anosy, quindi ho deciso di realizzare con voi una fati-dra».

(Si tratta di una pratica tradizionale originaria del Sud, che sancisce un impegno solenne, ndr). Ha quindi proseguito: «Sappiamo cosa è meglio per noi. Sta a noi trovare le soluzioni ai problemi del nostro Paese. Le presenteremo quindi ai donatori in modo che possano vedere cosa possono fare. Ma lavoreremo subito con le nostre risorse perché non c’è più tempo da perdere». Il progetto principale – i cui costi sono stimati in 167 milioni di dollari – consiste nella trasposizione delle acque del fiume Efaho, sino ad Ambovombe, (via Amboasary). E’ stata poi segnalata la necessità di ristrutturare la conduttura Mandrare-Sampona, e quella tra Ampotaka e Tsihombe.

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