Linciaggio di tre tombaroli, orrore in Madagascar

Nella Regione Anôsy – non lontano dalla pittoresca città di Fort-Dauphin – si è consumato l’ennesimo linciaggio: una piaga che continua a funestare il Madagascar. L’episodio che descriveremo ha tuttavia scioccato l’opinione pubblica in modo particolare, per svariati motivi: è avvenuto nell’arco di una giornata intera tra i vari episodi cruenti, erano addirittura presenti le forze dell’ordine – ma sono state sopraffatte dalla ferocia della folla – e poi, l’arresto dei malcapitati è avvenuto per mano dell’Autorità del villaggio (fokonolona), che presiede alle norme consuetudinarie. Inoltre l’episodio non ha riguardato autori, o meglio sospetti, di reati sessuali – in genere i destinatari privilegiati di tal trattamento – ma predoni di tombe, interessati a ossa umane, per compiere riti ancestrali.

E come non bastasse, la mattanza si è conclusa con un macabro trascinamento dei corpi, documentato anche dalla stampa nazionale. Andiamo però con la cronaca. Durante la notte di qualche giorno fa, quattro tombaroli sono stati sorpresi a saccheggiare resti umani, nel cimitero del villaggio di Ankilivalo Marovato. Due sono stati bloccati subito, e successivamente massacrati dalle botte. Poi è scattata la caccia all’uomo – e tra gli inseguitori c’erano militari e fokonolona – che ha consentito la cattura di uno dei due fuggitivi. E anche per questi è arrivata la morte per linciaggio.

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