Kere, per Christian Ntsay «dobbiamo pensare al lungo termine»

«Non dovremo accontentarci delle vecchie pratiche che consistevano in azioni a breve termine, dobbiamo pensare al lungo termine per migliorare l’ambiente di sviluppo nel Sud del Madagascar», ha detto il primo ministro del Madagascar, Christian Ntsay, durante un incontro dedicato alla malnutrizione nel Sud. Se non nella realtà, almeno nella narrazione pubblica del contrasto alla carestia, siamo dunque giunti alla fase delle soluzioni «a lungo termine». Tra queste, spiccano le condutture idriche, e in particolare quella di Ampotaka: secondo il Ministère de l’Eau, de l’assainissement et de l’hygiène, dei 145 chilometri previsti, ne sarebbero stati già completati 90.

A lanciare comunque un nuovo allarme sugli effetti del kere, è un comunicato di Medecins sans Frontieres: ne dà notizia l’agenzia “Pressenza”, in un pezzo dal titolo «Madagascar del sud: “Servono aiuti alimentari di emergenza”». Eccone l’incipit. «C’è bisogno di un aumento immediato e massiccio di aiuti alimentari di emergenza per gli abitanti del sud del Madagascar. Lo afferma Medici Senza Frontiere (MSF), le cui équipe in azione nella regione stanno assistendo a un’eccezionale crisi nutrizionale, che in alcune aree rasenta la carestia. “Vediamo ogni giorno persone che lottano per la sopravvivenza e non hanno letteralmente niente da mangiare” afferma Julie Reversé, coordinatrice delle operazioni di MSF in Madagascar».

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