Non solo Marco Polo: la strana storia della parola “Madagascar”

Un articolo di viaggio pubblicato sul sito “Proiezioni di Borsa” – dal titolo «Un’isola con spiagge bianche di sabbia finissima e dalla vegetazione lussureggiante dove si vive da re con pochi euro e non si pagano le tasse», firmato da Salvatore Avallone – fa cenno al viaggiatore Marco Polo come inventore del nome Madagascar. Invero si tratta di una strana vicenda, su cui è opportuno un approfondimento: fu sì Polo, il primo europeo a usare il termine, ma solo per averlo udito da mercanti arabi o indiani. (Va poi ricordato che secondo una teoria minoritaria, gli interlocutori di Polo avrebbero invero indicato Mogadiscio, anziché l’Isola, ndr).

Madagasikara (in malgascio) deriva infatti dal malese antico, e significa “fine della Terra”: un riferimento alla lunga distanza percorsa via mare dai primi coloni malesi per raggiungere l’Isola. Il resto della vicenda è noto: nel 1491 il cartografo Martin Behaim disegna una mappa, ove per la prima volta appare un’Isola (di fatto immaginaria ma realistica) chiamata Madagascar. E questi si sarebbe basato proprio sul capitolo del “Milione” sull’Isola: le Istituzioni occidentali presero atto dell’esistenza di questa terra, solo con l’avvistamento portoghese nel 1500. Segue l’incipit del pezzo citato. «Tutti per qualche attimo vorremmo scappare per fare un salto in paradiso e lasciare alle spalle tutto il malumore accumulato negli ultimi mesi».

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