Carestia al Sud, le soluzioni a medio termine

Nonostante ci si trovi nel pieno della carestia che sta affamando il Sud del Madagascar, gli esperti stanno comunque prospettando varie soluzioni, che possono consentire – nel medio termine – di uscire dalla crisi. Tra le idee in campo, una grande conduttura, che convogli le acque da Taolagnaro – la cittadina più nota col nome coloniale di Fort-Dauphin – sino alla Regione Androy, tra le più colpite dal kere. (Il World food programme stima che un milone e 350mila persone soffrano d’insicurezza alimentare, nelle Regioni di Androy, Anosy e Atsimo-Andrefana, ndr). Un’idonea irrigazione dei terreni agricoli, secondo gli osservatori, risolverebbe gran parte dei problemi, e gli abitanti non sarebbero più costretti a cibarsi d’insetti, foglie di piante locali, oppure – nel migliore dei casi – di disgustosi cactus (raketa, in malgascio).

Si pensa, nello specifico, di far affluire le acque del fiume Efaho da Taolagnaro, sino all’arido territorio di Androy. Del resto, e quasi per miracolo, il corso d’acqua, nonostante anni di siccità, non ha subito riduzioni di portata. E il governatore di Androy, Soja Lahimaro, assicura che Istituzioni non hanno affatto abbandonato il progetto. Si parla poi di progetti di «agricoltura resiliente»: si punterebbe cioè su blocchi agroecologici, caratterizzati da varie colture ad elevato valore aggiunto, e dall’uso di frangivento e fertilizzanti organici.

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