Ranking Libertà di stampa, il Madagascar perde posizioni

Giorni fa è uscito il Rapporto annuale 2021 di Reporters sans frontières (Rsf), che contiene la ben nota Classifica sulla Libertà di stampa. Il Madagascar si ferma al 57° posto: in calo di tre posizioni rispetto al 2020, ma davanti a Polonia e Grecia. Sul podio troviamo Norvegia, Finlandia e Svezia, mentre la maglia nera Eritrea precede di un soffio Corea del Nord e Turkmenistan. L’Italia si conferma invece al 41° posto. Tornando all’Isola rossa, Rsf segnala la vulnerabilità dei media malgasci rispetto all’influenza di uomini d’affari e politici, ma soprattutto quelle imposizioni – tra l’altro rinnovate in questi stessi giorni – legate allo stato di emergenza sanitaria.

Osservazioni cui Lalatiana Rakotondrazafy Andriatongarivo, ministra della Comunicazione e della cultura, ha ribattuto in modo molto diplomatico: «Per definizione, uno stato di emergenza significa la limitazione temporanea di alcune libertà individuali, al fine di garantire una migliore strategia per combattere la pandemia. La legge consente allo Stato di requisire i servizi essenziali e i media ne fanno parte». Segue l’incipit del capitolo dedicato al Paese insulare, e intitolato «Media sotto l’influenza di politici e uomini d’affari». «La precarietà dei giornalisti e dei media in Madagascar li rende molto vulnerabili all’influenza di uomini d’affari e politici, che possiedono numerosi mezzi di comunicazione».

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