Per media del Madagascar, i vaccini sono un’«illusione»

In occasione dell’arrivo, all’Aeroporto di Ivato, di 250mila dosi di vaccino Astrazeneca – o meglio, la versione indiana Covishield – il quotidiano “L’Express de Madagascar” ha parlato di un’«illusione». E c’è da star certi che il titolo è condiviso da gran parte della stampa, della classe politica, e dell’opinione pubblica locali. Nel pezzo, si fa in primis notare lo scarso entusiasmo del presidente Andry Rajoelina per la campagna vaccinale (iniziata il 10 maggio), nonché la sua assenza all’evento dell’8 maggio, per celebrare lo sbarco delle dosi. E poi si segnala che difficilmente si arriverà a vaccinare il 70% della popolazione, necessario per l’immunità di gregge: una previsione condivisibile, se si tiene conto – oltre che del poco entusiasmo presidenzale – dell’assenza di conseguenze concrete per chi rifiuterà la somministrazione.

A meno che non s’investa tanto tempo e denaro nell’operazione, scenario di cui è ragionevole dubitare. E un medico malgascio, non sappiamo se per gusto del paradosso, è sbottato: «Se vogliamo ottenere risultati convincenti, è preferibile vaccinare un’intera comunità, come Nosy Be, piuttosto che una o due categorie di persone in una grande città». Ricordiamo che le prime dosi saranno somministrate a operatori sanitari, forze dell’ordine e persone registrate come diabetiche. Poi dal 19 maggio, via libera a ultra 60enni e altre persone vulnerabili.

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