Il mal sottile del Madagascar

Giorni fa, l’allarme degli operatori sanitari del Madagascar: il nove per cento dei pazienti con tubercolosi lascia le cure anzitempo. Un medico indica, tra le cause, la lunghezza della terapia antitubercolare: «Nella maggior parte dei casi, se ci troviamo ancora nella sua forma semplice, detta tubercolosi sensibile ai farmaci, il trattamento per la tubercolosi è di sei mesi. Se la tubercolosi diventa resistente, per il paziente la terapia durerà quasi nove mesi. Per la cura della tubercolosi multiresistente, il paziente deve restare ricoverato in ospedale per circa cinque mesi. Il più delle volte quindi, dopo il quinto mese di ricovero, i pazienti a casa non possono più seguire il percorso terapeutico necessario. I medici temono le conseguenze dell’interruzione del trattamento da parte del paziente. Quando la malattia è nella forma suscettibile ai farmaci e il paziente non segue le prescrizioni alla lettera, la malattia potrebbe progredire e trasformarsi in tubercolosi multiresistente. È difficile, in questo caso, garantire la guarigione».

Nel 2019, il tasso di incidenza della tbc è stato di 233 casi ogni 100mila abitanti. Nel 2020 il tasso di guarigione migliora – circa il 22% dei pazienti ha ritrovato la salute – ma cresce al contempo la mortalità. Nell’Ile rouge vi sono 238 centri per la cura gratuita della tisi, che colpisce soprattutto nella fascia di età 15 – 40 anni.

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