Il Madagascar cede, sì al vaccino ma controvoglia

Con un comunicato della Presidenza della repubblica del Madagascar, si dà luce verde all’uso dei vaccini per il contrasto al Covid. L’impressione è tuttavia quella di un via libera controvoglia e sottoposto a varie condizioni, in primis quelle delineate dall’Académie nationale de médecine de Madagascar (Anamem). Nel documento si specifica che innanzitutto va individuato il prodotto più efficace contro la variante sudafricana, che sta mettendo in pericolo la tenuta del sistema sanitario. Oltre a escludere l’obbligatorietà, si prevede che la campagna vaccinale dovrà, in una prima fase, riguardare il personale sanitario.

E naturalmente, fiducia immutata per il farmaco a base di artemisia. Secondo l’Anamem, la somministrazione dei vaccini dovrà essere preceduta dall’individuazione delle varianti locali, con test sul dieci per cento della popolazione. A seguire la scelta dei prodotti più idonei, e la creazione di un’efficace catena del freddo. Per approfondire, si rimanda al pezzo dal titolo «Il Madagascar fa marcia indietro, sì ai vaccini», pubblicato sul sito “Ticinonews”. Eccone l’incipit. «Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha fatto oggi una parziale marcia indietro sull’uso di un infuso di erbe locali contro il coronavirus aprendo la porta anche ai vaccini per combattere la pandemia che nel Paese ha provocato finora oltre 360 morti a fronte di oltre 23’000 contagi».

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