L’Icam uccide ancora: dopo i 19 morti, interviene il Ministero

La notizia ha fatto il giro del mondo: in quel di Vatomandry, nella Regione di Atsinanana, non lontano da Toamasina, il consumo di carne di tartaruga marina ha provocato la morte di 19 persone, tra cui nove bambini. Siamo di fronte a una piaga che da tempo funesta il Madagascar, ove è chiamata Icam, (ovvero Intoxication par consommation d’animaux marins, Intossicazione da consumo di animali marini). Il Ministero dell’Agricoltura, dell’allevamento e della pesca ha indetto tempestivamente una conferenza stampa, ove il direttore generale della Pesca e dell’acquacoltura, Etienne Bemanaja, ha affermato che «l’Icam è una piaga che affligge le nostre coste durante la stagione calda da settembre a maggio. Ogni anno, l’Icam avvelena oltre 50 famiglie e provoca diversi decessi, nelle zone costiere del Madagascar. Molti prodotti marini sono tossici durante la stagione calda: aringhe, sardine, squali ma soprattutto tartarughe marine».

Gli animali possono infatti nutrirsi di alghe, che nei mesi più caldi divengono spesso tossiche. Si è poi rimarcato che saranno sanzionati severamente i venditori dei prodotti incriminati. Circa l’aspetto cronachistico della vicenda, rinviamo al pezzo «Madagascar: 19 morti dopo aver mangiato carne di tartaruga», pubblicato sull’”Ansa – Agenzia nazionale stampa associata”. Eccone l’incipit. «Tra loro, nove bambini dopo essersi nutriti dello stesso animale».

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