Lemure indri, pubblicato lo studio italo-malgascio

E’ uscito su “Microbial ecology” uno studio italo-malgascio dedicato all’indri: la più grande specie di lemure, nota per nutrirsi di terra. Alla ricerca, da parte italiana, ha partecipato anche il Parco Natura Viva. Per approfondire, rimandiamo al pezzo «L’indri, il più grande di tutti i lemuri che si nutre di terra: l’ultimo studio italiano in Madagascar», pubblicato sul sito “Natura Viva magazine”. Eccone l’incipit.

«Se i ricercatori non riusciranno a a comprendere in tempo le esigenze nutritive ed ecologiche del più grande tra tutti lemuri, l’indri sarà destinato a proseguire irreversibilmente il proprio declino verso l’estinzione. “Criticamente minacciato” secondo la Lista Rossa IUCN, tutti i tentativi di garantirne la tutela sono falliti: non può essere spostato in aree di foresta meno minacciate dalla frammentazione né il suo areale può essere circoscritto, non può essere aiutato dall’uomo a reperire cibo né si conoscono abbastanza le condizioni della sua sopravvivenza. A parte una: di lui sappiamo che si tratta di un primate geofago, che ogni giorno scende dagli alberi per nutrirsi della terra del sottobosco. Ed è proprio su questo aspetto che si sono concentrati gli unici ricercatori italiani a studiare questa specie in Madagascar, nell’ultimo studio pubblicato su Microbial Ecology dal titolo “I Like the Way You Eat It: Lemur (Indri Indri) Gut Mycobiome and Geophagy”».

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