Focolai di tensione in Madagascar, muore uno studente – 2

(Prosegue). «Condanniamo fermamente ogni forma di violenza e di distruzione di proprietà, nel corso di una manifestazione cittadina», ma anche «l’impiego di munizioni vere, che ha provocato la morte di una persona, e ha di conseguenza innescato ulteriori tensioni». Il comunicato di Liberty 32 prosegue: «Lo Stato ha il dovere di proteggere i cittadini, secondo l’articolo 8 della Costituzione della Repubblica del Madagascar. Chiediamo alle Forze armate di adempiere al loro ruolo di difensori dei cittadini, e dei loro beni. Chiediamo a tutti i responsabili a livello statale di promuovere la libertà di espressione, senza intimidire o reprimere; per dimostrare la volontà di dialogare con i cittadini, durante la ricerca di soluzioni alle loro rivendicazioni».

Compone il quadro a tinte fosche, anche la riluttanza con cui le Autorità concedono all’opposizione gli spazi per le loro manifestazioni. Non solo nello scorso fine settimana, per evitare cortei non autorizzati, il centro della Capitale è stato trasformato in una «zona zossa»; ma i militanti riconoscibili dell’opposizione, presenti in città, venivano controllati in modo meticoloso e strumentale dalla Polizia. Mentre ai gruppi del movimento mediatico e politico Miara-manonja – o del partito Tiako i Madagasikara guidato dall’ex presidente Marc Ravalomanana – s’impediva, con buona pace dei diritti individiali, l’entrata a Tana.

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