“Morning Star”, il documentario malgascio che è già un cult

Il documentario malgascio “Morning Star” (in italiano, La stella del mattino), diretto da Nantenanaina Lova, ha i requisiti per affermarsi come un film di culto nel suo genere. Presentato a novembre all’International documentary film festival Amsterdam (Idfa) – il più grande festival di documentari al mondo – è riuscito ad affascinare anche Annamaria Gallone, forse la massima esperta italiana di cinema africano. Pronto ad uscire nei mercati francofoni e nazionali – rispettivamente con i titoli “Etoile du matin” e “Aza Kivy” (che però significa “Non molliamo”) – ha un chiaro contenuto politico, e tratta con toni poetici delle lotte dei pescatori locali, contro il noto progetto di estrazione mineraria, comunemente conosciuto come Base Toliara.

Un megainvestimento di capitali australiani nel Sud Ovest del Paese, avversato dai movimenti sociali e ambientalisti, e per ora sospeso. Per approfondire, si rinvia all’articolo «Dal Madagascar un bel film di denuncia sociale», pubblicato sul portale “Rivista Africa”, e firmato dalla citata Gallone. Ne segue l’incipit. «È un evento raro riuscire a vedere un film prodotto e realizzato in Madagascar. Il documentario Morning Star è una piacevole sorpresa, un lavoro di denuncia poetico e suggestivo, che ci proietta su una spiaggia sacra e inviolabile, protetta dai pescatori locali e minacciata da un devastante progetto di estrazione mineraria».

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