Affaire traffic d’or, coinvolgimento della Gendarmerie di Toliara

In attesa dell’udienza in Sudafrica del 19 febbraio – nei confronti delle tre persone arrestate per il traffico di 73,5 chilogrammi d’oro – un reportage di “Radio France internationale” approfondisce il coinvolgimento della Gendarmerie nationale di Toliara. Ove l’aereo ha fatto scalo, prima di proseguire, il 31 dicembre, per Johannesburg. Si dà notizia d’un gendarme arrestato giorni fa a Tuléar, e delle parole («Corrotto o complice»), usate nel caso dal secrétaire d’etat à la Gendarmerie nationale, Richard Ravalomanana: «Lo abbiamo arrestato per complicità nel traffico di oro e usurpazione dell’ufficio. Questo gendarme ha firmato un documento che dimostra che il controllo dell’aereo è stato effettuato: il suo grado non è sufficiente per la firma. E se il controllo è stato fatto, perché non è riuscito a trovare i lingotti a bordo?».

Il segretario di stato precisa che il militare non ha riferito della firma ai superiori, e che – pur non essendovi stata l’autorizzazione al volo da parte della Gendarmerie – l’aereo è riuscito a lasciare il Paese, con la complicità di alcuni funzionari (gendarme compreso). La Douane di Toliara ha cercato di sottrarsi a ogni responsabilità: l’aereo, in loco, ha effettuato solo uno scalo tecnico, e «le perquisizioni effettuate a Toliara non sono riuscite a rilevare l’esistenza della merce fraudolenta poiché già ben nascosta all’interno dell’aereo».

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