Rapporto Wwf, allarme deforestazione in Madagascar

Il più recente rapporto del Wwf (World wide fund for nature) – dal titolo «Les fronts de la déforestation: moteurs et réponses dans un monde en mutation», e dedicato alla deforestazione nel mondo – identifica 24 aree in pericolo, e tra queste non poteva mancare il Madagascar. Si rimarca che, tra il 2004 e il 2017, l’Isola rossa ha perduto 700mila ettari di foreste: i disboscamenti sono avvenuti a macchia di leopardo, ma hanno comunque prevalso nelle zone orientali e occidentali del Paese. E la tendenza si attesterebbe su una scomparsa di circa mille chilometri quadrati all’anno. L’analisi sugli incendi ha riguardato gli anni compresi tra il 2002 e il 2019: risulta che sono andati in fumo un milione e 300mila ettari di foresta, e che la tendenza è in aumento.

I dati, raccolti dal Ministero dell’Ambiente e dello sviluppo sostenibile, indicano poi che nel 2020 sono stati individuati oltre 67mila incendi. Si aggiunge che il 2020 non solo ha fatto registrare il record dell’ultimo quadriennio, ma ha anche segnato un incremento di circa l’11% rispetto al 2019. Gli incendi del Paese intero – e non limitati alle aree forestali – fanno invece segnare una cifra astronomica, superiore alle 387mila unità. Il Wwf indica la pratica agricola del tavy (o culture sur brûlis), come causa principale della deforestazione: si incendia la vegetazione, per rendere fertile il territorio sottostante.

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