Madagascar, consenso plebiscitario per la tisana all’artemisia

La popolazione che vive in Madagascar – a differenza della comunità internazionale, molto più scettica – promuove a pieni voti il Covid-organics (Cvo) Tambavy. Ovvero l’ormai noto farmaco fitoterapico a base di artemisinina – estratto dall’artemisia annuale – che è divenuto bandiera del presidente e delle forze politiche al potere. Un rimedio che sul fronte pro scienza ha suscitato reazioni persino scomposte: un po’ come se l’artemisia fosse roba da negazionisti (si legga il servizio del “Post” dal titolo «La presunta cura per il coronavirus ha complicato le cose in Madagascar», del 12 luglio scorso). Il sondaggio cui si fa riferimento è stato condotto da Transparency international – Initiative Madagascar (Ti-Im), nelle tre Regioni più colpite dalla pandemia: Analamanga, Atsinanana e Matsiatra Ambony.

E i risultati sono stati sorprendenti: addirittura l’82% degli intervistati si è dichiarato soddisfatto della tisana, attribuendole efficacia nel controllo della malattia. L’indagine – che invero riguardava l’insieme delle misure anti-Covid decise dalle Istituzioni – ha mostrato un giudizio positivo anche per gli interventi televisivi quotidiani di medici ed esperti, l’assenza di restrizioni al traffico merci, i discorsi del capo dello stato ogni due settimane. Gradimento invece più basso per le misure di tutela sociale, per le quali sono state ravvisate lacune organizzative.

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