Carestia al Sud, l’emerenza migratoria e l’appello del Pam

Prosegue l’emergenza alimentare nel Sud del Madagascar. Causa carestia (famine in francese), non si arresta il flusso di centinaia di persone, che ogni giorno cercano di raggiungere il Nord del Paese. Il Governo stima che dal 2015, gran parte dei comuni colpiti dal flagello, abbia visto emigrare il 30% dei cittadini. Frattanto è giunto anche l’allarme del World food programme (Wfp) – ossia il Programma alimentare mondiale (Pam) – di cui tratta il servizio «Madagascar del sud, allarme fame per tre anni di siccità e per la pandemia», redatto da Alessandro Di Bussolo per il noto portale “Vatican news”. Ne segue l’incipit.

«Il Programma Alimentare Mondiale (Pam-Wfp), lancia l’allarme umanitario per il sud del Madagascar, dove tre anni consecutivi di siccità e la crisi economica causata dalla pandemia, lasceranno presto un terzo della popolazione senza cibo. Una cifra quasi raddoppiata rispetto al gennaio 2020. Molti i bambini che non frequentano più la scuola per aiutare i genitori a mantenere la famiglia. Tre anni continui di siccità e la crisi economica causata dalla pandemia, hanno messo in ginocchio il sud del Madagascar, la grande isola dell’Africa australe, al punto che presto più di un terzo della popolazione della regione, circa 1 milione 350 mila persone, non avrà di che mangiare. I più colpiti sono i bambini, tra i quali il tasso di malnutrizione grave continua a salire».

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