“Caffè geopolitico”, focus sul land grabbing in Madagascar

Giorni fa sul portale “Il Caffè geopolitico”, gestito dall’omonimo think tank, è stato pubblicato un servizio sul fenomeno del land grabbing in Madagascar. Firmato da Alessandra De Martini e intitolato «Land grabbing, la corsa alle terre del Madagascar», lo segnaliamo volentieri per l’autorevolezza della testata, e la disponibilità dei collaboratori. Come dimostra l’intervista concessaci nel 2017, circa la situazione politica latinoamericana. Ne segue l’incipit.

«In breve. Il land grabbing, o accaparramento delle terre, è il fenomeno per il quale Stati terzi e aziende straniere comprano e sfruttano i terreni dei Paesi più poveri a scapito dei diritti umani e della preservazione dell’ambiente. Il Madagascar è un caso emblematico del fenomeno del land grabbing, in quanto qui si declina in più fattispecie. Sono necessarie incisive modifiche istituzionali nei Paesi coinvolti al fine di rendere protagoniste e non vittime le popolazioni indigene coinvolte nei progetti di compravendita delle terre in cui vivono. Dove si trova. In 3 sorsi – La pratica del land grabbing non favorisce lo sviluppo sostenibile dei Paesi, ma accentua il divario economico e amplia le violazioni dei diritti umani e ambientali. Tra gli Stati più interessanti dal fenomeno c’è il Madagascar, che affronta la sfida per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni. 1. Il paradosso della green economy».

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