Decifrato genoma vaniglia, imprese Usa felici. E il Madagascar?

La rivista scientifica “Nature food”, con l’articolo dal titolo «A phased Vanilla planifolia genome enables genetic improvement of flavour and production», ha annunciato la decifrazione del codice genetico della vaniglia, da parte di scienziati statunitensi e cinesi. Autori dello studio, in particolare, i ricercatori del Tropical research and education center dell’Horticultural sciences department – University of Florida – Homestead (Uf/Institute of food and agricultural sciences – Ifas). Che sono stati coadiuvati dagli scienziati di Elo life systems – impresa alimentare e agricola del North Carolina – e dal team cinese dell’Università agricola e forestale di Fujian.

Secondo gli scienziati, il lavoro è «uno strumento essenziale che verrà utilizzato per rendere la coltivazione della vaniglia una coltivazione di successo della Florida meridionale». Mentre per Alan Chambers, il genetista che ha guidato il sequenziamento cromosomico, «sono state rivelate informazioni genetiche che gettano le basi per i tratti genetici desiderati». I produttori della Florida dovrebbero dunque a breve soddisfare le brame sul mercato della vaniglia. Resta da capire che ruolo giocherà in tutto questo il Madagascar, che, secondo quanto scrive il portale “greenreport.it”, «fornisce oltre l’80% della vaniglia mondiale. Gli Stati Uniti sono il più grande importatore di baccelli di vaniglia dal Madagascar».

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