Tensione vaniglia, prezzo minimo troppo elevato

Tensione in Madagascar, tra i produttori e gli esportatori di vaniglia. Come noto, infatti, il Governo ha fissato il prezzo minimo all’export, nella misura di 250 dollari al chilogrammo: un ammontare che supera di circa il 50%, l’effettivo valore di mercato della spezia. In buona sostanza, molti operatori temono che gli acquirenti possano rivolgersi ad altri mercati, in primis Papua Nuova Guinea, Indonesia o Uganda. La produzione dell’Isola rossa dovrebbe attestarsi quest’anno sulle 1.800 tonnellate, a fronte delle 300 e 250 di Indonesia e Papua nuova Guinea, rispettivamente. Chi voglia comunque conoscere ogni dettaglio del mercato malgascio della vanigia, può leggersi il recente contributo di Aurora Guainazzi, dal titolo «Dalla terra al mercato: il commercio della vaniglia in Madagascar», e pubblicato sul portale “Lo Spiegone”.

Ne segue l’incipit. «Come abbiamo già visto nei precedenti articoli, le economie di molti Paesi africani ruotano intorno alla produzione ed esportazione di specifiche commodities. Oggi, dopo aver trattato di caffè e cacao, esploriamo il commercio della vaniglia. Centro della nostra analisi è il Madagascar, l’isola a cavallo tra Africa e Asia, dove viene prodotto più del 64% della vaniglia mondiale. Esportazioni e guadagni. La vaniglia è una spezia dal valore notevole: è seconda solo al saffron, con un prezzo di poco inferiore rispetto all’argento».

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