Cause della carestia? Anche il land grabbing camuffato

Marco Sassi, presidente del coordinamento Vim – Volontari italiani per il Madagascar, segnala come – tra le cause della carestia in Madagascar – vada considerato anche quel fenomeno economico noto come land grabbing: l’accaparramento di terra. Si punta il dito non tanto sulle acquisizioni per la produzione di cereali – esplicitamente definite come land grabbing – ma soprattutto su accaparramenti camuffati in vari modi, e senz’altro più deleteri per il benessere degli abitanti. Riportiamo l’incipit della riflessione, apparsa sul profilo Facebook del presidente.

«A Ifotaka, “capitale” delle zone colpite dalla carestia nel sud del Madagascar, decine di migliaia di ettari concessi alle multinazionali del sisal – per gli occidentali eleganti vestiti di fibre naturali – , mentre la gente muore per fame, ma nessuno ha il coraggio di puntare il dito e parlare apertamente di land grabbing. In questa remota zona, compresa tra Amboasary e Ifotaka, decine di migliaia di ettari tra i terreni più fertili, fin dall’epoca coloniale, furono concessi a famiglie di coloni francesi (PechPeyrou, De Heaulmes, La Fonciere…) senza che le comunità locali ne rientrassero più in possesso con l’indipendenza, dagli anni 60 in poi; anzi, ancora oggi acquisti e concessioni procedono alla grande, attraverso il subentro o la trasformazione in multinazionali dirette da Francesi con passaporto malgascio».

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