Il Madagascar si spezza in due, ma il pericolo sismico è basso

Uno studio pubblicato su “Geology” rassicura il Madagascar, circa il pericolo di terremoti. La ricerca, dedicata alle placche dell’area africana, osserva come il Madagascar vada incontro a una frattura, e alla formazione di due nuove isole; e tuttavia specifica che non siamo innanzi a un processo di rottura netta, ma piuttosto a una deformazione plastica: aspetto che appunto dovrebbe escludere, in teoria, fenomeni sismici violenti. Approfondisce il tema, l’articolo «Scienza. Quando il Madagascar si spezzerà», redatto da Luigi Bignami per “Focus”. Ne segue l’incipit.

«La frattura che spaccherà l’Africa si allarga di qualche millimetro l’anno: in qualche milione di anni ci saranno un nuovo oceano e due isole Madagascar. Circa 200 milioni di anni fa l’Africa ha iniziato a rimanere isolata dal resto del supercontinente Pangea, ma la sua attività geologica non si è assopita, tutt’altro: una imponente risalita di materiale dal mantello sottostante la sta infatti spaccando in placche più piccole. Uno studio pubblicato su Geology ha preso in considerazione l’area orientale dell’Africa, dove da qualche milione di anni la risalita di materiale dal mantello sta dando origine a una frattura che inizia dalla Siria, scende dal Mar Rosso e arriva in Mozambico e al Madagascar: è la Rift Valley, una frattura lunga 6.000 km destinata a separare una porzione d’Africa dal resto del continente».

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