Madagascar, è boom del fast food

Il Madagascar vive il boom della ristorazione veloce, in primis del fast-food, o «cibo veloce». E se fino a qualche tempo fa si parlava di un mercato di nicchia, oggi non è più così: i grandi gruppi fanno l’impossibile per mettere radici nel Paese, come nel caso di Kentucky fried chicken – Kfc, e sorgono senza sosta nuove catene e punti vendita. E l’impressione è che la clientela non manchi mai. Il fenomeno coinvolge in primo luogo la stampa, che a ogni ricorrenza celebra il percorso delle aziende di successo: è il caso di La Gastronomie pizza, che è modello per le aziende locali del ramo. E’ poi la volta dei sociologi, che s’interrogano sulle ragioni del boom.

Le risposte? L’età media bassa della popolazione, che si aggira sui 19 anni, e l’attrazione per il sogno americano, veicolato dalle serie televisive. E’ poi la volta degli analisti economici, che non cessano di fare i conti in tasta alle catene: secondo una ricerca, mediamente l’ordine alla cassa supera (di poco) i sei euro. Più in generale, si osserva che il fast food è congeniale per i giovani di classe media, che sì possono spendere, ma non troppo. Infine non potevano mancare gli allarmi per dei cibi giudicati poco salutari. Tuttavia gli osservatori segnalano che in un Paese non afflitto dal problema dell’obesità – ma al contrario dalla denutrizione – certi richiami salutistici non possono esercitare forti effetti.

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