Caso Alana Cutland, medico legale accusa farmaco

Nuovo capitolo per il caso della britannica Alana Cutland: la 19enne suicidatasi nel 2019 in Madagascar, lanciandosi da un aereo leggero in volo. Secondo un medico legale che ha studiato il caso, a causare il disturbo psicotico nella studentessa sarebbe stato un non documentato effetto collaterale della doxiciclina. Ricordiamo che l’antibiotico – della classe delle tetracicline – è spesso usato, come in questo caso, per la prevenzone della malaria. Per approfondimenti rinviamo all’articolo “Studentessa si lancia da un aereo e muore: «Reazione psicotica dovuta a un farmaco»”, redatto da Marta Ferraro per “Il Mattino”. Ne segue l’incipit.

“Tom Osborne, medico legale della città britannica di Milton Keynes, dopo aver analizzato la tragica morte di Alana Cutland – che ha aperto il portellone dell’aereo in volo ed è saltata nel vuoto alla fine di luglio dello scorso anno in Madagascar – ha dichiarato nella sua relazione, che «si ritiene» che la giovane donna «abbia subito un evento psicotico/delirio che ha provocato il suo comportamento causandone il decesso». Lo specialista, inoltre, ha affermato che è «abbastanza evidente» che la studentessa diciannovenne di Cambridge «ha avuto una reazione psicotica dovuta al farmaco antimalarico doxiciclina», che aveva preso e nel cui foglietto illustrativo non c’erano informazioni che evidenziassero la possibilità di effetti collaterali”.

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