Recessione in Madagascar, qualche dato

Il nuovo rapporto della Banca centrale del Madagascar è chiaro: a causa del covid, a fine anno l’Isola rossa entrerà in recessione, e il rapporto tra deficit e prodotto interno lordo si attesterà al 6,7 per cento. E ancora: l’indice della pressione fiscale calerà dal 10,4% del 2019, al 9,5 dell’anno in corso. Profondo rosso per la produzione industrale – specie il settore minerario, con l’export di cobalto e di nichel che arretrano rispettivamente del 53,8 e del 57,6% – mentre l’agricoltura riesce a far meglio del terziario, anch’esso in crisi. Il segno meno per il settore industriale è imputato al calo della domanda globale, e in ultima analisi alla dimuinuzione del potere d’acquisto che ha colpito il mondo.

Brutte notizie anche sul fronte della bilancia dei pagamenti, che tra gennaio e settembre del 2020 fa registrare un disavanzo dello 0,6 per cento. Un dato cui non è estraneo il calo – nella misura di quasi un terzo – del prezzo medio di esportazione della vaniglia, (mentre il comparto ha sofferto, nel terzo trimestre, un calo dei ricavi del 28,9%, ndr). Più in generale, al di là dell’equilibrio contabile, sono diminuite in modo sensibile tutte le operazioni di esportazione e importazione di beni e servizi. Discorso a parte per le aziende con status di zona franca, capaci di preservare i volumi esportati, a fronte però di una riduzione del 13,2% dei prezzi applicati.

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