Corruzione, sondaggio deprimente

Più che allarmente, deprimente. E’ il risultato del sondaggio condotto in Madagascar da Transparency international – Initiative Madagascar (Ti-Im). Che altro non è, se non la sezione malgascia di Transparency international: l’organizzazione non governativa che dal 1995 elabora annualmente l’Indice di percezione della corruzione, di cui parla tanto la stampa del mondo intero. Andiamo però con ordine: secondo la ricerca, il 76% dei malgasci ritiene che la situazione della corruzione, nell’ultimo anno, sia peggiorata, mentre l’83% è convinto che il Governo non stia facendo abbastanza per combatterla. Risulta infine che il 27% dei soggetti che hanno avuto a che fare con la burocrazia, sia stato coinvolto in fatti corruttivi.

Deciso peggioramento dunque, forse aggravato dalla crisi pandemica. Secondo la direttrice esecutiva di Ti-Im, Ketakandriana Rafitoson, in Madagascar le principali cause della corruzione sono povertà, fragilità delle istituzioni e malgoverno. Problematiche che provocano altresì crisi economiche ripetitive, instabilità politica, difficoltà di accesso a informazioni e dati, e cultura del denaro facile e dell’opportunismo. La sezione è presente in sette Regioni e opera con oltre 800 volontari. Le aree d’intervento sono varie: permessi immobiliari, sanità, istruzione, pesca e agricoltura, giornalismo investigativo, monitoraggio dei parlamentari, e movimenti sociali.

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