Papa e unioni civili gay: per vescovi malgasci una manipolazione

Si è parlato anche in Madagascar della dichiarazione di papa Jorge Mario Bergoglio – sulle unioni civili per gli omosessuali – estratta dal film “Francesco”, (presentato alla Festa del cinema di Roma, ndr). «Gli omosessuali hanno diritto a essere parte della famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere respinto, o emarginato a causa di questo. Quello che dobbiamo fare è una legge per le unioni civili», ha affermato il Pontefice. E ad aggiungere benzina al fuoco è stato anche il cardinale Désiré Tsarahazana, presidente della Conférence episcopale de Madagascar (Cem), oltreché arcivescovo di Toamasina.

Costui, in un comunicato, ha negato che possano essere attribuite a Francesco parole a favore del matrimonio per gli omosessuali. A suo giudizio, le informazioni fornite dalla stampa «sono assolutamente false», ovvero «sono solo un montaggio di frammenti di un’intervista di 18 mesi fa». Il «montaggio», ha proseguito, «è frutto di manipolazione mediatica», mentre «le parole in spagnolo sono state volutamente distorte nella loro traduzione in italiano, durante la proiezione del documentario». Per cavalcare il clima di omofobia, il deputato Idéalson ha elaborato una proposta di legge che punisce – equiparandoli agli atti osceni – gli atteggiamenti omosessuali tenuti in pubblico: «Possono fare quello che vogliono, a casa, ma non nella società».

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