Madagascar, baby-boom da lockdown

L’organizzazione non governativa Marie stopes Madagascar (Msm) e la stampa nazionale l’hanno annunciato a gran voce: gli operatori sanitari constatano un aumento delle visite prenatali nei centri sanitari di base. Pandemia e lockdown hanno avuto un grave impatto sul sistema sanitario, quindi molte donne hanno cessato di ricorrere ai servizi di pianificazione familiare. L’ostetrica d’un Centre de santé de base (Csb) ha detto: «Ultimamente stanno venendo molte donne incinte, per gli esami prenatali. In alcuni casi si tratta, probabilmente, di gravidanze non pianificate, perché tra queste donne ci sono delle utenti regolari dei nostri servizi di pianificazione familiare, che abbiamo perso di vista durante il lockdown. Non si sono più presentate agli appuntamenti».

Secondo Msm, si assiste a un aumento delle gravidanze indesiderate, specie tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni. La direttrice nazionale Lalaina Razafinirinasoa lo spiega con la diminuzione delle donne che in questa fase hanno ricorso a metodi contraccettivi: «La pandemia ha messo a dura prova il sistema sanitario. Le donne che hanno usato dei contraccettivi sono diminuite del 20 per cento. L’offerta dei mezzi di contraccezione non era sufficiente per tutte». A suo giudizio, c’era la paura di ricarsi nelle strutture, e poi spesso i prodotti erano esauriti: «La fornitura non è tornata alla normalità che a settembre».

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