Guida a magia e stregoneria del Madagascar

La liberarazione a Toliara di una ragazzina albina di dodici anni – rapita perchè “materia prima” per stregonerie di ogni sorta, e in procinto di esser venduta – ha riaperto il dibattito – nel Madagascar intero, specie a livello mediatico – sulle pratiche magiche, ancora radicate nei costumi. E premesso che solo una parte marginale del soprannaturale locale è legato a questi crimini, cogliamo l’occasione per fornire una guida a chi voglia addentrarsi nel mondo del mosavy, o ody gasy: la stregoneria malgascia, che riguarda ogni ceto sociale. Importata dal mondo arabo e dal resto del Continente, la magia malagasy si suddivide in tre categorie eterogenee: la stregoneria (magia nera) della strega mpamosavy (appunto quasi sempre una donna), volta a danneggiare gli altri, quindi l’arte divinatoria dello mpanandro, che predice il futuro e svela l’ignoto, e infine l’arte guaritoria dell’ombiasy (o mpisikidy), per curare o neutralizzare un malocchio, una fattura.

Gli ultimi due maghi sono quasi sempre uomini. Così vi sono tre tipi di rituali: gli ody ratsy (o ody mahery) sono i veri malefici, volti a danneggiare e anche a uccidere. Vi sono poi i sortilegi comuni, usati da guaritori o indovini, e infine gli specifici rituali con cui i guaritori neutralizzano i malefici o preservano dal male. Limitandoci alle fatture, va detto che si ripartono in cinque specifiche categorie. (Continua).

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