Covid-organics, stroncatura in Nigeria e Congo-Brazzaville

Da Nigeria e Congo-Brazzaville, brutte notizie per il Covid-organics (Cvo) Tambavy. Secondo studi realizzati nei due Paesi, non vi sono prove che il preparato a base di artemisia prevenga o curi il Covid-19. Il direttore generale del National institute for pharmaceutical research and development (Niprd) – istituzione governativa nigeriana – ha attaccato sia il farmaco, sia le Autorità malgasce. Seguono le parole di Obi Adigwe, pubblicate da “The punch”: «Stanno nascondendo molte informazioni, e credo possibile siano consapevoli di non avere un forte apparato scientifico a sostegno delle loro affermazioni. Ma la nostra analisi non mostra alcuna prova che possa curare Covid-19. Cvo, con la dose massima testata, ha ridotto la frequenza della tosse, e ha prodotto un effetto equivalente a quello del soppressore ad azione centrale, la diidrocodeina».

Il funzionario è intervenuto durante la presentazione del relativo studio del Niprd, che ha definito più dettagliato rispetto al dossier malgascio. Parole simili a quelle pronunciate, ore prima, dal professor Alexis Elira Dokekias, responsabile, nella Repubblica del Congo, degli affetti da coronavirus: «I risultati indicano un’efficacia limitata. Ci sono persone che hanno preso Covid-organics in via preventiva, ma che sono state infettate. E nello stadio curativo, sfortunatamente, ci sono pazienti che non hanno risposto al trattamento».

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