Scuola San Francesco di Majunga, cinque motivi per sostenerla – 2

(Continua). Possono aversi varie opinioni sulla Chiesa, ma la conosciamo da duemila anni e non abbasserà la saracinesca per fuggire col malloppo. La terza ragione ha a che fare col sacerdote che con impegno si occupa in loco del progetto: don Abel Célestin Andriamihaja non è solo un prete impegnato in più attività benefiche – che vanno dalla scuola a un ospedale, sino a una falegnameria – e stimato da vari cooperanti italiani. E’ anche il parroco che celebra messa nella Cathédrale du Cœur-Immaculé de Marie, e quindi i fedeli lo considerano il vescovo di fatto: dopo la morte dell’évêque Roger Victor Rakotondrajao – novembre 2018 – la Sede è vacante (affidata a un amministratore apostolico), e l’attività pastorale è de facto nelle mani di padre Abel. Neppure lui fuggirà col malloppo.

La quarta ragione è legata all’accessibilità della zona, e alla possibilità di controllare l’attività della Scuola: siamo vicini a un aeroporto internazionale, e a uno dei più gradevoli lungomari africani. Tsararano non è distante dal cuore di questa città con vocazione turistica. Quinto motivo, la Scuola può essere un avamposto del sapere italiano in Madagascar, la location per varie attività culturali, organizzate da associazioni del terzo settore, e non solo. Gli interessati a dare un aiuto possono scrivere all’associazione Vim – Volontari italiani per il Madagascar: coordinamento.vim@gmail.com .

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