Scuola San Francesco di Majunga, cinque motivi per sostenerla

I lavori per terminare la Scuola San Francesco d’Assisi a Majunga, in Madagascar, vanno spediti: la fase degli infissi è terminata, e il prossimo obiettivo sono gli arredi, la messa in sicurezza della terrazza per attività ludiche e sportive, e l’illuminazione esterna. Senza imprevisti, l’istituto – sotto la responsabilità della Diocesi di Mahajanga – sarà pronto per ottobre. Come anticipato nel nostro articolo “Mahajanga, progressi per la Scuola San Francesco”, è un progetto quasi interamente sostenuto da volontari italiani, associazioni e singoli volenterosi. I quali in questi giorni chiedono un contributo – lo slogan è «25 euro per un banco» – per completare l’edificio.

Con entusiasmo rilanciamo l’invito, poichè a nostro giudizio vi sono almeno cinque ragioni per sostenere l’iniziativa, e parteciparvi. In primis non può escludersi l’aspetto umanitario, seppure si tratti di un elemento soggettivo: la scuola è nel quartiere Tsararano, una delle aree urbane più degradate dell’intera Nazione. Che, come qualcuno saprà, è piuttosto indietro nei ranking mondiali della ricchezza pro capite. Durante la stagione delle piogge, le vie circostanti la scuola si inondano, e con esse le baracche intorno; e di sistemi fognari manco a parlarne. Il secondo motivo consiste nella circostanza che l’istituto sarà gestito per intero dalla Diocesi locale, ossia dalla Chiesa cattolica.

(Prosegue).

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