Lavoro infantile in Madagascar, l’ultimo rapporto

Il 12 giugno si é celebrata la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, e i media del Madagascar hanno pubblicato svariati dati, che ci chiariscono la portata del fenomeno nel Paese. Si tratta di numeri ripresi dallo studio “Travail des enfants”: basato su una ricerca condotta sul campo, nel 2018, da Institut national de la statistique e United nations children’s fund (Unicef), è stato pubblicato nel giugno 2019. E comunque si tratta del materiale più aggiornato. I minori lavoratori (tra i cinque e i 17 anni) sono il 47% del totale: il 44% dei ragazzi, e il 50 delle ragazze, che oltretutto soffrono anche discriminazioni di genere.

I bambini tra i cinque e gli 11 anni che lavorano sono il 41%, mentre il fenomeno è più accentuato nelle aree rurali, rispetto alle urbane: 51 contro 32. Frequenta la scuola il 43% dei fanciulli lavoratori, e si tratta di una realtà che riguarda soprattutto la metà più povera della popolazione, a fronte della più ricca: 57 versus 21. Il 32% dei minorenni lavoratori malgasci svolge mansioni classificate “pericolose”, e il 30 attività economiche (giudicate non pericolose); il dieci si occupa di faccende domestiche. Da segnalare che il 23% dei bambini con meno di dodici anni che lavorano, svolge attività pericolose.

Il fenomeno colpisce un po’ meno il Nord: se nelle Regioni settentrionali Diana e Sava è fermo al 28%, in Haute Matsiatra sale al 65.

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