Île Sainte-Marie, quella di Libertalia?

L’articolo «L’unico cimitero dei pirati si trova nel Madagascar», apparso sul portale “Everyeye.it” settimane fa, e firmato da Federica Faro, ci offre l’occasione per presentare anche su questo spazio l’Île Sainte-Marie, (o Nosy Boraha: il nome formale, anche se poco usato). Soprannominata Ile jardin (e anche Nosy-Ibrahim), è un paradiso terrestre di 222 chilometri quadrati, di fronte alla costa nordorientale del Madagascar. Pur essendo collegata via aerea all’isola maggiore, non è ancora meta del turismo di massa; comunque in molti la raggiungono per l’osservazione del cetacei, ed è anche abitata da nuclei di stranieri ivi residenti.

E’ famosa inoltre per il cimitero dei pirati – ampiamente descritto nell’articolo citato – e per aver fatto parte, secondo molti studiosi, di Libertalia (o Libertatia). La leggendaria colonia piratesca ed anarchica – collocabile cronologicamente a fine Seicento – fu narrata per la prima volta nell’opera del 1724, “Storia generale dei pirati”. Il cui Autore, secondo la critica dominante, non sarebbe altri che lo scrittore britannico Daniel Defoe, che qui si cela dietro lo pseudonimo del capitano Charles Johnson. Infine una curiosità, prima di riportare l’incipit del servizio citato.

Il termine Libertalia oggi indica anche il marchio di una birra locale, lanciato sul mercato dai danesi della Carlsberg. «La pirateria ha origine già nell’antichità».

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