Caccia agli albini, la nuova vergogna del Madagascar

Negli ultimi mesi – soprattutto nel Sud Ovest del Madagascar e nella Regione Atsimo-Andrefana – sono stati registrati nuovi casi di caccia agli albini. L’obiettivo primario è rapire chi è affetto da albinismo, ucciderlo, ed estrarne i globi oculari. Si tratta di un vero e proprio traffico d’organi: gli occhi degli albini, secondo credenze locali, sarebbero in grado di «rafforzare i poteri dei guaritori». I bulbi oculari delle vittime sono dunque molto ricercati, e venduti a caro prezzo. E come non bastasse, si sarebbe affermata la pratica di usarli per la creazione di un amuleto, capace di rendere invisibili.

In realtà, secondo queste superstizioni dei praticanti di magia nera, anche altri organi dei bambini albini sarebbero efficaci per atti di stregoneria e occultismo. E in più, lo stesso sacrificio rituale dell’albino sarebbe portatore di buona fortuna e ricchezza. Le Autorità si stanno mostrando inflessibili nella repressione del fenomeno, e negli ultimi mesi non sono mancati arresti e conflitti a fuoco: tre trafficanti sono stati neutralizzati a Sakaraha. Esiste tuttavia un aspetto sconcertante, come scrive l’associazione Action on albinism: «Gli attacchi rituali contro le persone con sindrome di albinismo sono apparentemente un fenomeno relativamente nuovo nel Paese».

Cioè solo negli ultimi anni, la credenza si è trasferita dall’Africa continentale all’Isola rossa.

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