Coronavirus in Madagascar, c’è anche il giallo

E’ ancora indagato, dopo l’arresto della settimana scorsa, il professor Stéphane Ralandison, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Toamasina, oltre che primario del Dipartimento di Medicina interna dell’Ospedale universitario cittadino (il Centre hospitalier universitaire – Chu di Morafeno). Nel suo reparto – che accoglie i pazienti di coronavirus – è stato trovato impiccato un suo collega medico, positivo al virus. I capi di accusa sono tuttora ignoti, ma dopo l’interrogatorio il dottore ha detto alla stampa: «Sono accusato dell’omicidio del medico che è stato trovato impiccato domenica in ospedale».

A consolarlo, un sit-in del personale sanitario di Morafeno, all’esterno dei locali della Gendarmerie. Al momento gli inquirenti stanno lavorando sia all’ipotesi del suicidio, sia a quella dell’omicidio, mentre la famiglia nega che il congiunto avesse tendenze suicide. C’è però dell’altro, secondo Maître Berthieu, l’avvocato del docente: «Gli sono state poste anche domande su una pubblicazione su Linkedin, sulle ripercussioni della sua pubblicazione. Temo che anche questa sia una delle cause del suo arresto: il fatto che abbia espresso il suo punto di vista come scienziato». In un post sul social, Ralandison rimarcò infatti la necessità di rimanere rigorosi e razionali, di fronte agli entusiasmi “patriottici” legati al lancio del Covid-Organics all’artemisia.

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